
La valutazione d'azienda è il processo strutturato con cui si determina il valore economico di un'impresa. È la base per definire il prezzo in caso di vendita o di successione.
Non esiste un unico valore corretto. A seconda del metodo, delle ipotesi e della prospettiva emergono risultati diversi. Per questo, nella pratica, si parla piuttosto di una fascia di valore che di una singola cifra.
I metodi più diffusi sono il metodo del valore di rendimento, incentrato sui redditi futuri, il metodo del valore di sostanza, incentrato sui valori esistenti, e il metodo dei multipli, che confronta con vendite simili. Spesso se ne combinano più di uno.
All'inizio c'è la preparazione dei numeri: i bilanci annuali vengono rettificati per gli effetti straordinari, i costi privati e uno stipendio dell'imprenditore in linea con il mercato. Come grandezza di reddito si usa spesso l'EBITDA. Solo su questa base rettificata i metodi forniscono risultati affidabili.
È importante intendere la valutazione come un orientamento, non come un prezzo fisso. Crea una base comune e comprensibile. Su di essa acquirente e venditore possono negoziare in modo obiettivo, invece di litigare su sensazioni di pancia.
Per i venditori aziendali
Per te come venditore, una valutazione fondata è il primo passo importante. Ti dà un'idea realistica ed evita che tu ceda il lavoro di una vita sotto il suo valore o che spaventi gli interessati con aspettative eccessive.
Il valore calcolato resta un valore indicativo. Il prezzo effettivo nasce solo nella trattativa con un acquirente concreto e dipende anche dalla domanda, dall'offerta e dalla situazione al tavolo.
Per gli acquirenti aziendali
Come acquirente, dovresti sapere: nella valutazione i venditori guardano volentieri al futuro con ottimismo. Calcola tu stesso in modo piuttosto prudente e metti in discussione le ipotesi, soprattutto quelle sui redditi futuri. I numeri li verificherai comunque più avanti nella due diligence.
La domanda cruciale è: i redditi realisticamente attesi coprono il prezzo richiesto in un arco di tempo ragionevole? Un secondo parere indipendente, ad esempio di un fiduciario o consulente, di solito vale i soldi che costa.
Esempio
Viene valutato un piccolo fornitore di servizi IT. Il metodo del valore di rendimento fornisce circa 560.000 euro, il metodo dei multipli circa 620.000 euro. Da questa fascia di circa 560.000 a 620.000 euro, acquirente e venditrice si accordano infine su 600.000 euro.
FAQ
Quali metodi di valutazione esistono?
I tre più diffusi sono il metodo del valore di rendimento per i redditi futuri, il metodo del valore di sostanza per i valori esistenti e il metodo dei multipli per il confronto di mercato. Per le piccole aziende vengono spesso applicati in modo semplificato e combinato.
Perché metodi diversi arrivano a valori diversi?
Perché misurano cose diverse: il reddito, la sostanza o il confronto di mercato. Ne risulta una fascia, non una singola cifra fissa.
Comprare o avviare: cosa vale di più?
Una valutazione rende tangibile la differenza. Con un acquisto paghi per un'azienda che ha già redditi, clienti e strutture. Avviando un'attività parti senza questo valore, ma senza prezzo di acquisto. Non parti da zero, rilevi qualcosa di vivo.
Il valore determinato è uguale al prezzo di vendita?
No. Il valore è un valore indicativo fondato. Il prezzo nasce nella trattativa e può essere superiore o inferiore, a seconda della domanda e dell'abilità negoziale.
Come preparo la mia azienda a una valutazione?
Assicurati che i numeri degli ultimi anni siano puliti e comprensibili e separa chiaramente il privato dall'aziendale. Documenta ciò che caratterizza l'azienda: la struttura della clientela, i ricavi ricorrenti e il team. Più chiara è questa immagine, più affidabile è la valutazione.
Quanto dipende il valore dal titolare?
Nelle piccole aziende spesso moltissimo. Se le relazioni con i clienti e l'attività quotidiana dipendono da una sola persona, questa dipendenza dal titolare abbassa il valore. Un'azienda che funziona anche senza il titolare attuale vale nettamente di più.
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